Per Zaki/ Non andiamo in vacanza in Egitto

Si fa politica anche al supermercato e si fa anche scegliendo dove viaggiare escludendo i paesi nei quali i diritti umani vengono calpestati, gli oppositori messi in carcere senza processo, torturati e uccisi. Le violenze e i morti sono dovuti anche all’indifferenza e alla subordinazione della politica dei governi all’economia. L’Arci, Federconsumatori e Fitel Lombardiadenunciano che il «Governo italiano sostiene che, per dare sostegno a Patrick Zaky, “non può” assumere iniziative che rischino di pregiudicare altri interessi dell’Italia in Egitto, a prescindere che si violino i diritti umani».

E invitano alla mobilitazione civile «tutte le persone che sentono forte il malessere verso le continue ingiustizie che in quel Paese si manifesta ormai da molto tempo e che non dimenticano quanto accaduto a Giulio Regeni».

Arci, Federconsumatori e Fitel credono «sia difficile essere turisti e godere delle bellezze, della storia e della cultura egiziane con il pensiero rivolto a un nostro connazionale ucciso barbaramente (con le autorità egiziane che ancora ostacolano la ricerca della verità), a un altro giovane detenuto ingiustamente e a tutte le ragazze e i ragazzi egiziani incarcerati per le loro lotte per i diritti umani. Per questi motivi, sino a quando in Italia sarà ancora possibile esprimersi liberamente, invitiamo a nome di Arci Lombardia, Federconsumatori Lombardia, FITeL Lombardia, a mettere in pratica una semplice forma di lotta, personale e nonviolenta, contro chi governa la terra dei Faraoni. Noi non faremo vacanze in Egitto, sino a che Patrick Zaki non avrà un regolare processo e non riavrà la libertà». L’inziativa è sata presentata il 29 giugno a Milano in Piazza della Scala da Arci, Federconsumatori e Fitel con la presenza di consiglieri comunali di Milano. Presto on line altri video, foto e articolo di Daniele Molteni. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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