Sabir/ Donne in movimento: percorsi migratori, tra diritti negati e discriminazioni multiple
L’incontro del 23 ottobre, all’Istituto Gramsci a La Ziza di Palermo per Sabir, è stato seguito da un numerosissimo pubblico in massima parte di donne ma con una significativa presenza anche di maschi. Inevitabile il racconto degli orrori relativi alla condizione delle donne private in molti paesi dei più elementari diritti e accolte in Italia solo parzialmente senza riconoscere loro la dignità e l’opportunità di mettere a frutto proprie professionalità e sogni che tutt3 hanno il diritto di coltivare. Ma, a dispetto delle tragedie e delle violenze, i racconti tessuti di attivismo e sorellanza hanno dato molti elementi di speranza riconoscendo anche il ruolo multiforme e positivo dell’Arci. Presto on line i video di tutti gli interventi.


















Nel panel al quale ha dato un contributo determinante nella regia Clara Archibugi si è illustrato come i motivi della migrazione spesso si intrecciano con esperienze di violenza, disuguaglianze e discriminazioni nei paesi di origine. Durante il viaggio e nei paesi di arrivo, queste esperienze possono ripetersi o assumere nuove forme, legate anche alle barriere di accesso ai diritti, al lavoro, alla salute e alla cittadinanza.
Un confronto per approfondire come le discriminazioni di genere, razziali e sociali si sovrappongono e si alimentano, ma anche per valorizzare i percorsi di autodeterminazione, solidarietà e lotta che le donne migranti e rifugiate costruiscono ogni giorno.
Modera: Yohamin Teshome – UNIRE Relatrici: – Celeste Grossi – Coordinatrice Politiche di Genere – ARCI – Indira Meza – Giurista – UNIRE – Parisa Nazari – mediatrice Interculturale e attivista del movimento Donna Vita Libertà – Maysoon Majidi – attivista curdo-iraniana (online) – Amal Khalifa e Nagwa Ahmadi, Lybian Letagal Aid Organization
Durante l’incontro è stato proiettato il trailer del documentario Faghan. Figlie dell’Afghanistan, che racconta la storia delle donne afghane che, tramite corridoi umanitari, sono arrivate in Italia.